AMORI GAY. 2

Rocca Grimalda, 26 agosto 2004

Caro amico mio,

ho letto la tua mail di qualche giorno fa e avrei voluto risponderti subito.
Gli impegni per la modifica del mio sito internet e la necessità di fare presto (poiché domani parto per un breve soggiorno di ‘ritiro spirituale’ in una ‘Casa di accoglienza’ - dove sono stato invitato per pregare ed ascoltare qualche bella ‘conferenza’ – e, appena rientrato, dovrò nuovamente ripartire per la Sardegna per controllare l’andamento di quei lavori edili a quella nostra casetta vicino al mare di cui mi pare di averti già parlato) mi hanno impedito di risponderti subito.
Il mio ‘Subconscio creativo’ mi ha quindi buttato giù dal letto oggi alle quattro del mattino, facendomi girare in testa il ritornello ‘Amori gay naturali’ che hanno destato la tua amichevole ‘vivace’ contestazione ad un mio scritto in proposito.
Ritengo la questione da te sollevata come di interesse generale, oltre che molto attuale, e pertanto meritevole di essere inserita nel mio Sito Web fra gli argomenti dell’Archivio della ‘Stanza virtuale’ perché possa essere letto da eventuali interessati, gay o non gay…, ‘naturali’ o meno…
Dovrò pertanto – per una miglior comprensione da parte degli altri futuri lettori – riassumere i termini.
Nella sezione ‘Opere’ alla quale si accede dalla Home Page del Sito cliccando sulle parole ‘leggere’ e ‘stampare’ – vi è l’elenco dei miei scritti e fra questi – alla voce 12 - vi è il titolo ‘Pensieri a voce alta – Raccolta di articoli di stampa’.
Si tratta sinora di 25 scritti, tutti pubblicati in articoli, tranne uno solo: quello sugli ‘amori gay naturali’, che era una riflessione personale con cui rispondevo alla lettera di una mia lettrice-amica.
Non lo avevo tradotto in un articolo pensando che altri che non mi conoscevano bene avrebbero potuto fraintenderlo, anche perché in quel caso la fretta di rispondere e di far fronte ai miei impegni…agricoli non mi aveva permesso di continuare l’approfondimento.
Erano solo ‘argomentazioni’ che dovevano servire all’amica per ‘contestare’ nel Consiglio del suo Istituto educativo l’adozione di certe impostazioni sbagliate.
Evidentemente il mio intuito nel non pubblicare aveva visto giusto, ma la tua mail – poiché non tutto il male viene per nuocere - mi offre l’opportunità di integrarlo ora, rispondendo a te, e farne contemporaneamente anche un apposito capitolo per l’archivio della mia ‘Stanza virtuale’ ove il tuo nome rimarrà ovviamente anonimo.
L’omosessualità – maschile e femminile – è una vera e propria piaga dei nostri tempi e come tale va repressa in quelle che sono le sue diramazioni perverse e ‘curata’ in quelle che non lo sono, così come l’uomo stesso va ‘curato’, cioè educato a non assecondare i propri istinti peggiori.
Ma procediamo con ordine:
Quel mio ‘pensiero a voce alta’ diceva testualmente:

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AMORI GAY: E’ CORRETTO, PEDAGOGICAMENTE PARLANDO , INSEGNARE AI BIMBI CHE VI SONO AMORI GAY NATURALI?

Una lettrice, pedagoga, mi scrive per conoscere il mio parere sulla intenzione del ‘Consiglio’ dell’Istituto nel quale lei opera di insegnare ai bimbi (6/7 anni) che gli ‘amori gay’ sono una cosa ‘naturale’, e via dicendo.
Ovviamente la pedagoga in questione è scandalizzata da una simile iniziativa che reputa eticamente sconveniente e potenzialmente traumatica per il bimbo stesso e per il suo sviluppo psicologico.
Nel rispondere a questa domanda bisogna premettere che le ideologie hanno rappresentato nell’ottocento e nel novecento una delle più grandi cause di errori dell’Umanità.
Nell’ultimo secolo esse hanno prodotto una serie di guerre che hanno provocato circa cento milioni di morti in tutto il mondo ma – anche se non violente sul piano fisico – certe altre ‘ideologie’ possono produrre violenze e danni morali di portata anche superiore.
Sir Julian Sorell Huxley (1887-1975), il primo Direttore generale dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite fondata nel 1946 per occuparsi di istruzione e di cultura, non ebbe alcuna esitazione a dichiarare: ‘Non abbiamo alcun bisogno di ricorrere ad una rivelazione teologica o ad un assoluto metafisico. Freud e Darwin sono sufficienti a darci la nostra visione filosofica del Mondo’.1
Darwin fu l’inventore di una teoria - rimasta solo teoria e ormai riconosciuta sconfitta nella sua veste originaria dagli stessi post-darwinisti – che in nome di una visione di ‘progresso’ della specie umana, sosteneva la discendenza dell’uomo da una scimmia,  e quindi la sua assoluta animalità.
Freud fu invece il ‘cantore’ di questa animalità spiegando nelle sue teorie psicanalitiche che il centro motore dell’uomo era la libido, istinto primordiale che andava soddisfatto per evitare contraccolpi all’equilibrio psichico dell’uomo.2
Da questa visione - dell’uomo inteso come animale e della libido da non comprimere per impedire l’insorgere di ‘angoscia’ - si è diffusa nel novecento in tutto il mondo una ‘ideologia’ di tipo cultural-pedagogico mirante al libero sviluppo di alcune delle tendenze peggiori della natura umana.
I Gay pride ai quali abbiamo assistito tre anni fa sono figli di questa cultura.
La stessa cultura che, su altri versanti, porta alle battaglie d’avanguardia per la difesa dei castori e degli animali in genere ma poi non si preoccupa minimamente di insorgere contro l’aborto di un piccolo indifeso essere umano che gli ‘animalisti’ evidentemente non considerano neanche più un ‘animale’.
Le tendenze omosessuali non sono parte di una natura umana equilibrata, in quanto sono determinate da un casuale ma non corretto ‘mix’ dei caratteri genetici della specie che vengono trasmessi attraverso la riproduzione.
L’omosessualità va quindi vista come una malattia, come tale da non ‘criminalizzare’ ma nemmeno da favorire surretiziamente attraverso insegnamenti pedagogici che si propongono un fine buono ma che sono sbagliati nel metodo.
L’omosessuale va quindi inteso come un ‘malato’ che deve essere aiutato ad inserirsi in una società di ‘normali’ facendo in modo che – dal punto di vista psicologico – egli non soffra sentendosi trattato da ‘diverso’.
Ma questo approccio cultural-pedagogico-terapeutico di aiuto non deve far incorrere nell’errore opposto – anche se involontario - di esaltazione del fenomeno presentato, specie educando dei bimbi che non hanno ancora raggiunto la maturità intellettuale e la capacità critica, come una delle tante facce legittime dell’individuo sociale se non come un ‘simbolo’ del suo diritto alla piena ‘libertà’.
Insegnare ai bambini che l’omosessualità è ‘normale’, può contribuire – a causa della loro incapacità di discernere – a produrre il risultato inconscio di aiutarli a sviluppare eventuali tendenze represse e nascoste, se non ad allentare quegli stessi vincoli interiori che inducono - ad esempio - l’uomo naturalmente aggressivo a diventare, se non inibito, anche violento e assassino.
Il prodotto di un tale malinteso spirito didattico verso i bambini potrebbe essere la diffusione di una morale che porta gradualmente alla corruzione della società ed alla distruzione del valore e del senso genuino della famiglia, intesa come  naturale nucleo di persone normali – queste sì davvero ‘normali’ - che si uniscono non per libidine ma per amore reciproco e per avere dei figli da educare, far crescere ed avviare ad una vita migliore per un autentico ‘progresso’.
La famiglia è stata del resto da sempre il nucleo sul quale si è storicamente fondata la struttura di una società ordinata, così come l’unione matrimoniale degli omosessuali ne rappresenta l’antitesi.
È dunque sbagliato insegnare ai bimbi, che non sanno discernere, che ci sono ‘amori gay naturali’, inducendo in essi la sensazione che questi amori oltre che naturali siano anche ‘legitttimi’ e quindi passibili di imitazione.
E’ sbagliato perché questi amori ‘naturali’ sono in realtà ‘contro natura’, e poi perché sono corruttivi della struttura sociale sulla quale si fonda una società ordinata.

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Avendoti preannunciato poco tempo fa l’avvenuta ristrutturazione e rinnovamento del mio Sito tu sei andato a vedere e, ‘navigandovi’, ti sei imbattuto nel frutto del…peccato. E (le sottolineature in grassetto sono mie) tu mi hai scritto:

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Caro Guido,
complimenti per il sito rinnovato, vera ed autentica miniera, dove mi sembra di correre su di una autostrada a dieci corsie nell’universo ‘evangelico’ di Maria Valtorta. Che non mancherà di inviarti copiose benedizioni per tanta intelligente fatica. Ed anche l’Editore dell’Opera dovrebbe esserti riconoscente oltre misura!
 Mi immagino la Valtorta studiata nei Seminari! Ho apprezzato molto anche la sezione ‘Pensieri a voce alta’, dove posso seguirti anche in altri contesti.
Per esempio il tuo commento al film di Mel Gibson. Non ho ancora visto il film ma dalle critiche ho potuto farmi un’idea  che vanno molto d’accordo con la tua critica.
Per un altro tuo articolo mi permetto invece di dissentire ‘vivacemente’.
Si tratta di ‘Amori Gay…’ dove sostieni che le tendenze omosessuali sono determinate da ‘…un mix dei caratteri genetici…’. E questo troverebbe favorevoli tutti i movimenti gay, salvo poi contestarti l’idea di malattia!
Non è che in questa materia abbia studi approfonditi, però la rubrica di Radio Maria guidata dalla dottoressa Atzori e relativa alla omosessualità maschile mi sembra molto esauriente in questo complicato panorama.
La logica ispiratrice è legata alle teorie del Dott. Nicolosi che in America ha fondato l’Associazione per la ricerca e la terapia dell’omosessualità (NARTH), sito www.narth.com .
Questo Nicolosi ha maturato il convincimento che l’omosessualità sia un disturbo del comportamento legato ad una forte carenza di figura maschile nella primissima infanzia (verso i due anni) e spiega l’ottanta per cento circa del fenomeno proponendo la cura attraverso l’analisi delle dinamiche famigliari ed il recupero della relazione con la figura paterna.
Mi auguro di esserti stato di qualche utilità.
Mi complimento ancora, anche con tua moglie Rosanna che sicuramente ha meriti non secondari in questa tua ‘missione’.
Saluti cari…

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Nel leggere ora la tua mail, non ricordavo più bene cosa avessi scritto allora e mi è venuto il dubbio che ti avessi involontariamente indotto in qualche modo a pensare che io fossi - magari  surrettiziamente – uno di quei ‘bacchettoni’ che coltivano segretamente passioni perverse e indulgono benevolmente ai ‘gay’ di turno.
Mi è preso un accidente! Due clik sul mio computer e…sono andato a rileggermi il  passo del testo che tu mi hai garbatamente e…’vivacemente’ contestato.
A me è sinceramente sembrato che l’intero testo – riletto con attenzione – non lasci dubbi sulla mia…onorabilità’, e questo già di per sé mi ha tranquillizzato.
Poi però ho pensato che - così come tu puoi aver frainteso il mio pensiero, forse perché non esposto più compiutamente - così avrebbero potuto farlo altri, ed è questa la ragione per cui – oltre che rispondere doverosamente a te – provvederò ad integrare il testo precedente dei ‘Pensieri’ nel senso che ora di seguito ti spiego.

Ho chiaramente sopra precisato che le tendenze omosessuali fanno parte di una natura umana non equilibrata.
Ho anche fatto intendere che bisogna distinguere fra tendenze represse e tendenze esaltate, stile ‘Gay pride’.
Ora il ‘peccato’ è una conseguenza della natura umana. Ma quale natura?
Quella pervertita dal Peccato originale! 3
Il Peccato – peccato di natura spirituale, cioè ‘psichica’, consistito nel tentativo dell’Uomo Primo di farsi simile a Dio, come in precedenza aveva fatto Lucifero, cogliendo il ‘frutto’ ( metaforico ma non meno significativo) dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male – ruppe l’originario rapporto di amicizia con Dio provocando all’uomo la perdita dei doni ricevuti in precedenza: fra questi quelli di una natura equilibrata nella quale l’io spirituale governava l’io animale, che vi era sottomesso.
La rottura dell’equilibrio provocò un ribaltamento dell’asse e l’uomo – con lo spirito ‘morto’ alla Grazia, cioè all’amicizia con Dio, si ritrovò solo a tu per tu con i suoi istinti peggiori.
La degradazione non fu subitanea ma agì gradualmente come un virus che – prima allo stato latente e poi liberatosi - produce lentamente i suoi effetti letali.
La moderna Medicina psicosomatica ha scoperto come i fatti ‘psicologici’ (e cioè il ‘complesso psichico’ dell’uomo, fatto di io-conscio e di io-inconscio, che io ti dico non essere altro che quella che noi chiamiamo ‘Anima’) possono incidere anche gravemente provocando malattie del corpo: la gastrite da stress ne è un banale esempio, come anche alcuni tipi di tumore di cui è stata diagnosticata pressoché con certezza l’origine psicologica, dovuta ad ansie od altri fattori traumatici che provocano un indebolimento delle difese immunitarie.
Gli effetti del Peccato originale, oltre che su Adamo ed Eva, cominciarono già a vedersi sul loro figlio Caino.
Nel mixaggio dei ‘caratteri genetici’ dovuto alla riproduzione, cioè caratteri spiritualmente degenerati che tu mi ‘contesti’, Abele era nato casualmente buono, Caino era nato casualmente invidioso, egoista e cattivo, diventando poi omicida, e del fratello per giunta.
Ma con l’alterazione dell’equilibrio psichico erano nate anche le tare fisiche, oltre che psichiche, e da queste l’inizio del processo degenerativo – evoluzione discendente – che ha portato ad una riduzione della lunghezza della vita e poi alla morte per malattia o per vecchiaia.
Dalla Bibbia e dalle sue genealogie, noterai come la durata della vita degli antichi Patriarchi cali progressivamente dai circa novecento anni di Adamo ai vecchietti centenari prima di Cristo.
La Bibbia non ne spiega le ragioni, ma lo fa lo Spirito Santo nell’Opera della mistica Maria Valtorta.
Aggiungo che se lo scrittore-editore della Genesi avesse voluto creare un ‘mito’ – poiché certo non era scemo e doveva prevedere l’incredulità dei razionalisti che esistevano allora come ora - non si vede perché egli dovesse attribuire una vita così lunga ai primi patriarchi ed una vita progressivamente più breve agli ultimi.
Sarebbe stato più semplice – a voler essere ‘credibili’ ad ogni costo  per dare maggior ‘veridicità’ a quel che molti oggi considerano un ‘mito’ – inventarsi un’età ridotta e magari aggiungere qualche generazione in più per colmare l’intervallo di tempo fra la Creazione di Adamo e l’epoca della redazione di Genesi ad opera di Mosé, qualche secolo prima di Cristo.
Questo però è un altro discorso che spero di affrontare a fondo in un mio prossimo libro su Genesi.
La tendenza psichica all’omosessualità – psichica ma spesso accompagnata anche da caratteristiche fisiologiche che non di rado ci consentono di ‘individuare’ a colpo d’occhio la persona in questione - non è dunque a mio avviso di per sé un ‘peccato’, perché il peccato presuppone la cosciente volontà e consapevolezza di fare un atto peccaminoso.
Ma ‘peccato’ lo diventa quando – avuta conoscenza del fatto che si tratta di una tendenza perversa – l’individuo la assecondi, andando coscientemente contro natura.
A mio avviso il peccato non è dunque la natura omosessuale, ma il non dominarla, per non dire l’assecondarla.
Condanna divina questa? Non so. Credo anzi che Dio – nella sua Misericordia che si accompagna alla Giustizia – terrà conto di tutto, soprattutto del Peccato originale e delle sue conseguenze, e non punirà altro che quelli che compiranno atti coscientemente  libidinosi e depravati.
Sono personaggi – uomini e donne, piovuti a Roma da tutto il mondo - che ho visto in televisione sfilare per strada nel ‘Gay pride’, in spregio al Giubileo indetto dal Papa nel 2000, con vari cartelli e scritte e sulla cui faccia si leggeva talvolta chiaramente il vizio esaltato e praticato.
Cesare Lombroso, il famoso criminologo del primo Novecento che aveva scritto l’opera ‘L’uomo delinquente’ 4, riteneva che le stigmate fisiologiche caratteristiche di tanti delinquenti abituali fossero il retaggio genetico del mix dei cromosomi derivanti dal deposito ereditario dei primi uomini bruti.
Lombroso si considerava evidentemente un evoluzionista discendente dalla scimmia, ma  - non credendo all’anima, e quindi al Peccato originale né tanto meno alla Genesi – non aveva intuito la vera ragione di queste modifiche cromosomiche.

Con questo credo di poter terminare e di averti tranquillizzato circa il mio parere sulla omosessualità: è una malattia quando omosessuali si nasce, diventa vizio e perversione quando omosessuali lo si diventa di fatto assecondando un istinto che la Legge dei dieci comandamenti ci garantisce perverso.

Aggiungerò dunque questo chiarimento che ti ho dato ora ad integrazione di quel ‘Pensiero a voce alta’ che avevo espresso in quella letterina di risposta alla mia lettrice.
Anzi manderò copia della mia integrazione anche a lei, per riparare al ‘danno’ da mancato approfondimento che potrei aver fatto.
Lo chiariamo ora perché – come suol dirsi – Dio può far anche scrivere giusto sulle righe storte, grazie anche agli amici e…collaboratori come te che mi aiutano a far ‘crescere’ ed ampliare gli argomenti nel mio Sito.
Chiudo dicendo di non preoccuparti dell’opinione dei Movimenti Gay: il mio ‘Pensiero a voce alta’ non è mai diventato un articolo stampato – lo è solo in questo sito - ed essi non vi entreranno mai neanche casualmente perché – anche incappandovi navigando in Internet – scapperanno a gambe levate non appena capiranno l’antifona leggendo la Home Page.
Si guarderanno poi bene dal servirsi di questi argomenti salvo poi contestarmi l’idea di malattia…come tu argutamente fai presente, specialmente dopo che -spinti dalla curiosità - dovessero  continuare la lettura dove esprimo più compiutamente il mio pensiero integrando quel testo originario così come ho fatto ora con te.
Quanto a Radio Maria, alla Dott.ssa Atzori ed al Dott. Nicolosi, personaggi che non conosco, spero di poter dare almeno un’occhiata al sito internet che mi hai segnalato.
Il dott. Nicolosi non ha evidentemente letto il Gesù valtortiano e anche se lo avesse letto non è detto che sarebbe stato d’accordo.
Ma la sua teoria – perché di questo si tratta anche se apparentemente suffragata da esperienze cliniche, che sono comunque sempre ‘interpretate’ dal medico curante – potrebbe benissimo coesistere con quanto ti ho illustrato.
E’ chiaro infatti che l’ambiente (intendi: ‘forte carenza della figura maschile nella primissima infanzia’) possa anche influenzare la personalità del bimbo.
Anche una persona da giovane tendenzialmente ‘morale’ può diventare ‘immorale’ in un ambiente immorale, come la delinquenza che si sviluppa più facilmente  negli ambienti delinquenziali.
Un bimbo che nasca già con la ‘tara’ genetica allo stato potenziale, potrebbe quindi anche trovare nella carenza di figura parentale la spinta a sviluppare una tendenza che altrimenti sarebbe stata per sempre inconsciamente repressa: vale a dire come il portatore ‘sano’ inconscio di un virus che su di lui non produce effetti.
Al posto del Dr. Nicolosi starei bene attento alle teorie ed alle percentuali: sono sempre cose che possono essere male intese quando non anche piegate a sostenere una ‘propria’ teoria, come magari farebbero i Movimenti Gay, che in questa teoria ‘medica’ potrebbe strumentalmente trovare una forte legittimazione per giustificare le loro tendenze di natura ben diversa.
Il Dr. Nicolosi parlando di queste carenze vuole forse dire che l’ottanta per cento di queste carenze parentali le ha riscontrate nei casi di omosessuali da lui visitati, ma – ecco una possibile deduzione interpretativa - non bisogna balzare alla conclusione che l’ottanta per cento dei figli di divorziati o separati o di genitori morti anzitempo sia da considerare potenzialmente omosessuale, no?
Altrimenti io, figlio di divorziati, dovrei correre subito a farmi psicanalizzare.
Anzi, ora che ci penso, non ce ne è bisogno. Io sono stato privato da piccolo della figura parentale…, ma era quella materna, non di mio padre.
Quindi sono a posto.
Semmai, dovrei stare attento alle… donne! O no?!


1 Y. Moncomble:  ‘L’irrèsistible expansion du mondialisme’, pag. 50.

2 Sigmund Freud: ‘Introduzione alla psicoanalisi’, Cap. 26: La teoria della libido e del narcisismo’.

3 Sulle ‘conseguenze’ del Peccato originale e sulle tare genetico-spirituali che ne sono derivate per i discendenti di   
  Adamo ed Eva vedi anche - nel sito web - i Capp. 21 e 22 de ‘Alla ricerca del Paradiso perduto’.

4 Sull’argomento leggi, dell’autore, i “Vangeli di Matteo, Marco Luca e del ‘piccolo’ Giovanni” – Edizioni Segno 2002 – Cap. 5, Par.6: ‘La colpa di Adamo fa malati nello spirito, e nella carne di riflesso, perché il peccato sempre suscita vizio. E il vizio malattia, anche fisica…’ dove  – oltre all’autore – a parlare di malattie psicofisiche e di Misericordia divina – nel precedente Par. 5 - è lo stesso Gesù valtortiano.